Con il Sit una spinta a riforma del Catasto e fisco dei Comuni. Questo articolo de “Il Sole 24Ore” parla del provvedimento del direttore dell’agenzia delle Entrate n. 24383/2021 del 26 gennaio 2021, che ha previsto l’attivazione progressiva, a decorrere dal 1° febbraio 2021, di un nuovo servizio, il cosiddetto Sistema Integrato del Territorio (Sit), che raccoglie gli atti e gli elaborati catastali registrati nel sistema informativo dell’agenzia delle Entrate integrati con altre informazioni.

Come funziona il Sit

Entrando nei dettagli, il Sit è una piattaforma tecnologica Web ideata per lo svolgimento delle funzioni di competenza dell’Agenzia delle entrate relative al catasto e ai servizi geotopocartografici, nonché per supportare una anagrafe immobiliare integrata con i dati delle Conservatorie Immobiliari. 

Si tratta di un sistema informativo territoriale che integra informazioni grafiche (elementi geometrici, posizionali e rappresentazioni del territorio) con informazioni alfanumeriche (attributi censuari).

I dati sono georeferenziati e organizzati per layer con sovrapposizione selezionabile dei vari livelli informativi e quindi con possibilità di svolgimento di operazioni mirate di analisi territoriali e di costruzione di mappe tematiche. Inoltre è possibile la gestione di data base relazionali, che consentono di aggiungere all’elemento spaziale una molteplicità di altre informazioni.

La nuova infrastruttura

Attualmente, gli strati informativi previsti per la gestione del Sit sono: cartografia catastale, particelle, fabbricati, unità immobiliari urbane e relative planimetrie, grafi stradali, ortofoto, zone Omi, ma gli stessi possono essere arricchiti da altre informazioni provenienti da fonti di dati esterne, proprie della Pubblica Amministrazione che attivi il servizio.

Fiscalità locale

Anzitutto il Sit facilita l’aggiornamento del classamento (articolo 3, comma 58, della legge 662/1996), per cui il Comune può segnalare al catasto gli immobili il cui classamento risulta non aggiornato o incongruo rispetto a fabbricati simili e con le medesime caratteristiche.

Il Comune (articolo 34-quinquies del Dl 4/2006 ) può anche verificare la coerenza delle caratteristiche dichiarate dalla proprietà nelle variazioni o nuove costruzioni di unità immobiliare (pratiche Docfa) con le informazioni disponibili e segnalare eventuali incoerenze all’Agenzia.

Viene poi enormemente facilitato l’uso dei commi 335 e 336 dell’articolo unico della legge 311/2004, riguardanti il primo la possibilità, su iniziativa del Comune, di eseguire la revisione parziale del classamento delle unità immobiliari per microzone “anomale” e il secondo di potere avanzare una diffida da parte dei Comuni verso i proprietari a provvedere, nel caso di omissioni di accatastamento di immobili o di mancata dichiarazione di variazione di quelli esistenti, alla dichiarazione in catasto.

È evidente come il Sit potrà essere uno strumento potentissimo nella gestione dell’Imu e della Tari per rafforzare e meglio orientare i controlli oltre che essere la base di partenza per la compilazione del bollettino precompilato per il pagamento delle imposte.

 

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